Io sono non un robot


2018_11_26Ci sono congegni che possono tagliarti il prato, lavarti le finestre, assemblare i tuoi mobili Ikea, pulire la lettiera del gatto, piegarti il bucato (a un ritmo più lento del tuo e senza piegare le calze), tirarti su su la zip, mettere il rossetto su ciò che Lucille Ball potrebbe considerare le tue labbra, farti un tatuaggio, batterti a ping pong, darti da mangiare pomodori mentre corri (il Tomatan indossabile), e persino spuntare diabolicamente il piccolo box di un sito Internet che dice “Io sono non un robot”.

Patricia Marx, Learning to Love Robots, The New Yorker (26/11/18), traduzione L.V.

Metà del tempo di visita rivolti verso lo schermo

2018_11_12Uno studio del 2016 ha riscontrato che i medici passano circa due ore al computer per ogni ora trascorsa faccia a faccia con il paziente, qualunque sia il tipo di software medico utilizzato. Nell’ambulatorio i medici spendono metà del tempo di visita rivolti verso lo schermo a svolgere attività elettroniche.

Atul Gawande, Why Doctors Hate Their Computers, The New Yorker (12/11/2018), traduzione L.V.

 

Mi preoccupa che troppe persone ci stanno dando retta

Donald_Ervin_Knuth_(cropped) (1)“Sono preoccupato che gli algoritmi stiano diventando troppo importanti nel mondo”, ha aggiunto il Dr. Knuth. “All’inizio noi informatici ci lamentavamo che nessuno ci stesse ad ascoltare, ora invece mi preoccupa che troppe persone ci stanno dando retta”.

Siobhan Roberts, The Yoda of Silicon Valley, The New York Times (17/12/18), traduzione L.V. Nella foto (Wikipedia) Donald Knuth

In sostanza barano

1024px-Ccd-sensorDurante la produzione di una fotocamera digitale, ha spiegato Farid, il sensore – un complesso reticolo di circuiti fotosensibili – viene assemblato uno strato alla volta. “Viene depositato molto materiale, e non è tutto perfettamente uniforme,” ha detto Farid; inevitabilmente si sviluppano delle increspature, che danno origine a una configurazione di pixel più o meno luminosi che è unica di ciascuna fotocamera. “La chiamiamo ‘balistica della fotocamera’, perché sono come le imperfezioni della canna di una pistola”, ha detto Farid. Allo stesso tempo le moderne fotocamere digitali spesso ottengono risoluzioni più elevate stimando la quantità di luce che i sensori non catturano. “In sostanza barano”, ha detto Farid. “Due terzi dell’immagine non vengono registrati, ma sintetizzati!”.

Joshua Rothman, In the Age of A.I., Is Seeing Still Believing?, The New Yorker (12/11/18), traduzione L.V. Nella foto (Wikipedia) un sensore di immagini in un circuito.

Ricevimento studenti, venerdì sera dalle otto a mezzanotte

Donald_Ervin_Knuth_(cropped) (1)Il dottor Knuth in genere riceveva gli studenti il ​​venerdì mattina, finché non iniziò a trascorrere le sue notti nel laboratorio di John McCarthy, il fondatore dell’intelligenza artificiale, per avere accesso ai computer quando erano liberi. Inorridito dall’aspetto che il suo amato libro impaginato avrebbe assunto con l’avvento dell’editoria digitale, il dottor Knuth si mise di punta a creare il sistema di composizione TeX per computer, che rimane lo standard più alto di tutte le forme di comunicazione e pubblicazione scientifica. Alcuni lo considerano il più grande contributo del dottor Knuth al mondo e il più grande contributo alla tipografia dopo Gutenberg.
Questo detour durato un decennio si è svolto all’epoca in cui i computer erano condivisi tra gli utenti e lavoravano più velocemente di notte, mentre la maggior parte degli esseri umani dormiva. Quindi il Dr. Knuth scambiò il giorno con la notte, spostò la sua agenda di 12 ore e fissò l’orario di ricevimento degli studenti il venerdì sera dalle otto a mezzanotte. “Quando ho detto alla mia ragazza che non potevamo fare niente venerdì sera perché alle dieci dovevo incontrare il mio relatore, lei ha pensato: ‘Questa è una cosa talmente stupida che deve essere vera’”, ha ricordato il Dr. Broder.

Siobhan Roberts, The Yoda of Silicon Valley, The New York Times (17/12/18), traduzione L.V. Nella foto (Wikipedia) Donald Knuth

Con macchine che ronzano nella tundra

2018_10_22Le piattaforme di mining, i computer progettati specificamente per fare questo lavoro, sono macchine affamate di energia. Per questo le mining farm tendono a venire su dove l’energia è a buon mercato (in genere, in prossimità di impianti idroelettrici che hanno capacità produttiva in eccesso da scaricare) e dove le temperature sono basse (in modo da non dover bruciare ancora più elettricità per raffreddare le piattaforme). Capannoni all’aperto si trovano in angoli remoti del Canada sub-artico, in Russia e in Cina, con macchine che ronzano nella tundra e creano denaro magico, mentre il permafrost si scioglie.

Nick Paumgarten, The Prophets of Cryptocurrency Survey the Boom and Bust, The New Yorker (22/10/18), traduzione L.V.