Motivo per cui gli animali domestici si leccano sempre

Sapevate che cani e gatti, forse perché il pelo blocca la capacità della loro pelle di assorbire la luce solare e produrre vitamina D, secernono un olio che si converte in vitamina D se esposto alla luce solare? L’olio convertito in vitamina D deve essere quindi ingerito per via orale, motivo per cui gli animali domestici si leccano sempre.

Brooke Jarvis, Rethinking the Science of Skin, The New Yorker (3 & 10/8/2020), traduzione L.V.

I microbi puzzolenti che si trovano sui nostri piedi

Ad esempio, alcuni microbi appartenenti agli Archaea, individuati nel 2017 sulla pelle, possono essere considerati tra i guardiani di quest’organo, contribuendo all’apporto di azoto e a tenere a bada i patogeni; i microbi puzzolenti che si trovano sui nostri piedi possono scoraggiare le infezioni fungine; e perfino gli acari del viso potrebbero essere pensati come esfolianti naturali. La pelle di un individuo ospita “un migliaio di specie di batteri, e non stiamo contando i funghi, i virus e gli acari”, scrive Monty Lyman.

Brooke Jarvis, Rethinking the Science of Skin, The New Yorker (3 & 10/8/2020), traduzione L.V.

Sproporzionatamente

La polizia pattugliava sproporzionatamente i quartieri neri e arrestava sproporzionatamente i neri; i pubblici ministeri incriminavano sproporzionatamente i neri; le giurie ritenevano sproporzionatamente colpevoli i neri; i giudici davano condanne sproporzionatamente lunghe ai neri; e dopo tutto questo i sociologi, osservando il numero di neri in carcere, decidevano che i neri erano, per questioni biologiche, sproporzionatamente inclini alla criminalità.

Jill Lepore, The Invention of the Police, The New Yorker (20/7/2020), traduzione L.V.

Fa fare tombola a un virus

Alcuni lettori potrebbero chiedersi in che modo i cambiamenti nell’uso del suolo abbiano portato alla comparsa di SARS-CoV-2. Sappiamo che il virus è emerso da un serbatoio di pipistrelli nella Cina rurale, dove l’agricoltura è diventata intensiva negli ultimi decenni. Tali attività mettono gli agricoltori a contatto con la fauna selvatica, consentendo la regolare diffusione di virus. Prima o poi una di queste circostanze fa fare tombola a un virus che, emergendo casualmente, è in grado di infettare in modo efficiente gli esseri umani.

Vincent Racaniello, Pandemics and anthropogenic environmental change, Virology Blog (20/8/2020), traduzione L.V. Nella foto (Columbia University) Vincent Racaniello.

Ma nella sua ombra prosperava un’erbaccia

Una delle mie storie preferite su come i cambiamenti nell’uso del suolo guidino l’emergere di zoonosi riguarda la febbre emorragica argentina. Tra le due guerre mondiali la pampa argentina fu convertita a campi per la coltivazione intensiva del mais, e le piante infestanti furono eliminate mediante l’uso di erbicidi. Il mais cresceva, ma nella sua ombra prosperava un’erbaccia resistente agli erbicidi e all’oscurità. Quest’erbaccia ha fatto emergere il Calomys musculinus, una specie di roditore che è diventata rapidamente dominante. Una nuova febbre emorragica umana è stata descritta per la prima volta in questa regione nel 1953 e l’agente eziologico, il virus Junin, è stato isolato in questa specie di topo.

Vincent Racaniello, Pandemics and anthropogenic environmental change, Virology Blog (20/8/2020), traduzione L.V. Nella foto (viene da qui) un esemplare di Calomys musculinus.

I londinesi li chiamavano bobby

Si dice spesso che la Gran Bretagna abbia inventato la polizia, e che gli Stati Uniti avrebbero copiato. Si potrebbe sostenere che sia vero il contrario. Patrick Colquhoun aveva trascorso l’adolescenza e un periodo attorno ai vent’anni nella Virginia coloniale, aveva lavorato come agente per alcuni produttori di cotone britannici e possedeva quote di piantagioni di zucchero in Giamaica. Sapeva tutto sui codici schiavisti e sulle pattuglie degli schiavi. Dalle idee di Colquhoun sulla polizia non venne però fuori nulla fino al 1829: fu allora che il ministro dell’Interno Robert Peel – sulla scia di numerose manifestazioni sindacali e dopo anni in cui, in qualità di ministro per l’Irlanda, aveva represso le ribellioni cattoliche irlandesi – riuscì a convincere il Parlamento a istituire la polizia metropolitana, un’unità di circa tremila uomini, guidata da due giudici civili (in seguito chiamati “commissari”), e organizzata come un esercito, con un sovrintendente che dirigeva 4 ispettori, 16 sergenti e 165 poliziotti. Questi ultimi indossavano cappotti e pantaloni blu con cappelli a cilindro neri, e ciascuno aveva un distintivo numerato e un bastone. I londinesi li chiamavano bobby, da Bobby Peel.

Jill Lepore, The Invention of the Police, The New Yorker (20/7/2020), traduzione L.V.

E forse legami migliori

s200_gianna.pomata“Il figlio ha abbandonato il padre, il marito la moglie, la moglie il marito, un fratello l’altro fratello, una sorella l’altra sorella”, osservava Marchione di Coppo Stefani, uno scrittore dell’epoca. Fosse profonde furono scavate nei cimiteri. “Chi si occupava dei morti li portava in spalla la notte stessa del decesso e li gettava nella buca”, continuava Stefani. La mattina dopo, sui corpi veniva gettata la terra e nuovi cadaveri vi venivano ammucchiati sopra, “strato su strato, proprio come gli strati di formaggio nelle lasagne”.
Pomata mi ha detto: “I cronisti della peste descrivono lo sgretolamento della famiglia. Ma nello stesso periodo gli esseri umani sono anche creativi. Reagiscono a questa percezione di decadimento morale creando nuove istituzioni. Ad esempio, creano i consigli della salute, responsabili della quarantena”. Per la prima volta gli ospedali dividono i pazienti in reparti specifici, in modo che le ossa rotte e le ferite, diciamo, siano trattate separatamente dalle altre malattie. Crescono anche le associazioni di categoria, per prendersi cura delle spese mediche e funerarie. “Quindi si possono vedere entrambe le tendenze”, ha detto Pomata. “Da un lato, la peste è come una specie di acido. Dall’altro lato la gente cerca di ricreare legami e, forse, legami migliori“.

Lawrence Wright, How Pandemics Wreak Havoc—and Open Minds, The New Yorker (20/7/2020), traduzione L.V. Nella foto, Gianna Pomata.

La differenza la fanno le armi

Negli Stati Uniti ci sono quasi 700 mila agenti di polizia, due ogni mille persone circa. Il rapporto è inferiore alla media europea, ma la differenza la fanno le armi. La polizia finlandese ha sparato sei proiettili in tutto il 2013; in un solo giorno, in uno scontro avvenuto nel 2015 a Pasco, nello stato di Washington, tre poliziotti hanno sparato diciassette proiettili, uccidendo un operaio messicano di trentacinque anni, disarmato. Cinque anni fa il Guardian ha calcolato quante persone sono state uccise dalla polizia nel mondo: nell’articolo era riportato che “nei primi 24 giorni del 2015 la polizia degli Stati Uniti aveva ucciso, sparando, più persone di quante ne avesse uccise negli ultimi 24 anni la polizia in Inghilterra e Galles”. La polizia americana è armata fino ai denti: dal 1997 a oggi il Pentagono ha trasferito armamenti militari per un valore di oltre sette miliardi di dollari a 8 mila agenzie di forze dell’ordine. Nello stesso tempo la polizia americana si trova a fronteggiare la popolazione civile più armata del mondo: un americano su tre possiede un’arma, in genere più di una. La violenza innescata dalle armi compromette la convivenza civile e degrada tutto e tutti.

Jill Lepore, The Invention of the Police, The New Yorker (20/7/2020), traduzione L.V.