Si chiamava Corneto

il-grande-gualino-DEF_c582bf1e42e52bc2df549048359cfdb6.jpgMichele Busiri Vici guidava molto bene la sua Isotta Fraschini, con una guida scattante e sportiva che rendeva piacevole il lungo viaggio percorrendo la via Aurelia.
«Visto che andiamo tutti a Sestri, venite con noi in macchina» avevano detto prima che i Gualino ripartissero da Roma.
«Davvero una gran bella vettura» disse Gualino seduto accanto a lui.
Sul sedile posteriore viaggiavano Cesarina e Clemente, il fratello di Michele.
«Otto cilindri in linea, settemila di cilindrata, centosessanta cavalli di potenza. Arriva ai centocinquanta all’ora».
«Cos’è quel paese là?»
Clemente Busiri Vici fece una bella risata.
«Tarquinia. Fino a tre o quattro anni fa si chiamava Corneto. Poi, quando è arrivato Mussolini, che certe cose le capisce, una delegazione di cittadini, stanchi di essere chiamati cornuti da quelli dei paesi vicini, è andata da Lui (con la elle maiuscola) e il nome è diventato Tarquinia. Ben più nobile, no?»

Giorgio Caponetti, Il grande Gualino, Utet (2018)

Non hanno alcuna limitazione e sono liberati da tutto

2019_09_02Un articolo sull’Hollywood Reporter ha riportato che i tassi di vaccinazione in alcune delle scuole private di Santa Monica e Beverly Hills sono all’incirca gli stessi del Ciad e del Sudan del Sud. L’anno scorso, alla Westside Waldorf School di Pacific Palisades, circa quattro bambini su dieci avevano completato le vaccinazioni, circa la metà alla Garden of Angels School di Santa Monica. “Percepiamo ogni bambino in crescita come un insieme prezioso di tesori unici”, si legge nel sito Web della scuola. “La nostra ideologia Garden aspira a rispecchiare accuratamente un ambiente in cui gli studenti non hanno alcuna limitazione e sono liberati da tutto”. Niente parla di liberazione più di una pertosse.

Nick Paumgarten, The Message of Measles, The New Yorker (2/9/19), traduzione L.V.

Cuore senza testa o testa senza cuore

10063470_5Ogni ideologia rivendica la propria supremazia, derivata dalla ragione, su coloro che non sono d’accordo. I fondamentalisti religiosi invocano un’unica entità divina come autorità suprema; i marxisti ambiscono alla dittatura del “proletariato” guidata da una gerarchia; gli utilitaristi fanno appello alla somma delle singole utilità e i rawlsiani invocano la “giustizia”, ​​come definita da loro stessi. Il pragmatismo è in contrasto tanto con le ideologie, quanto con i populismi. L’ideologia privilegia una singola “ragione” sulla vasta gamma dei valori umani; il populismo respinge ogni ragionamento pratico basato su prove e osservazioni, balzando spudoratamente dalle passioni agli interventi politici. I nostri valori, intrecciati al ragionamento pratico, combinano il cuore con la testa. Il populismo offre il cuore senza la testa; l’ideologia la testa senza il cuore.

Paul Collier, The future of capitalism, Penguin (2018), traduzione L.V.

Arrivare al lavoro con una scarpa sola

Rush_hour_at_Ueno_02All’inizio del XX secolo le metropolitane di New York avevano degli addetti, chiamati colloquialmente “imballatori di sardine”, per stipare fisicamente le persone. (I giapponesi impiegavano notoriamente i cosiddetti “shiri oshi”, o spingitori, in divisa e guanti bianchi) per fare la stessa cosa nelle ore di punta. Uno spingitore a Tokyo disse al Times nel 1995: “Se le schiene sono rivolte verso di noi è più facile, se invece ci stanno di fronte è più difficile, perché non c’è un punto adatto su cui spingere, sebbene proviamo a spingere sui bagagli o sulle cose che hanno in mano. In ogni caso, per prima cosa diciamo sempre “Ti spingiamo”. Una volta che i treni lasciavano la stazione, gli addetti usavano lunghi pali uncinati per recuperare scarpe e altri oggetti caduti sui binari. Un altro spingitore aveva detto nel 1964: “Mi chiedo come tante ragazze riescano ad arrivare al lavoro con una scarpa sola”.

Jeff Giles, Commuting Has Always Been Soul-Crushing, but There Are Inspiring Options, The New York Times (15/8/19), traduzione L.V. Nella foto (Wikipedia) uno shiri oshi nella metropolitana di Tokyo (2007).

 

500 insegnanti

arresterte-laerereA Trondheim 500 insegnanti furono stipati nelle stive dello “Skjærstad”, per essere deportati in un campo di lavoro forzato a Kirkenes, sulla costa artica della Norvegia.

Museo della Resistenza, Oslo (agosto 2019), traduzione L.V. Nella foto (Barents Observer, Arkivverket.no) alcuni dei 500 insegnanti che, in diverse regioni della Norvegia, nel  1942 furono arrestati e deportati per essersi rifiutati di insegnare il programma nazista.