Verso un promesso paese delle meraviglie digitale

zuboff_new_photo_L’ascesa negli ultimi due decenni del capitalismo della sorveglianza è stata sostanzialmente incontrastata. “Il digitale”, ci hanno detto, andava veloce e chi faceva fatica sarebbe rimasto indietro. Non sorprende che così tanti di noi si siano affrettati a seguire il vivace coniglio bianco nel suo tunnel verso un promesso paese delle meraviglie digitale dove, come Alice, siamo caduti preda dell’illusione. Nel paese delle meraviglie, abbiamo celebrato i nuovi servizi digitali per la loro gratuità, ma ora vediamo che i capitalisti della sorveglianza che stanno dietro questi servizi considerano noi dei prodotti gratuiti. Abbiamo pensato di cercare su Google, ma ora capiamo che è Google a cercare noi. Abbiamo ipotizzato di utilizzare i social media per connetterci, ma abbiamo appreso che la connessione è il modo in cui i social media ci utilizzano. Non ci siamo quasi chiesti perché la nostra nuova TV o il nuovo materasso avessero una informativa sulla privacy, ma abbiamo iniziato a capire che le politiche sulla “privacy” sono in realtà politiche di sorveglianza.

Shoshana Zuboff, You Are Now Remotely Controlled, The New York Times (26/1/20), traduzione L.V. Nella foto (Luiss University Press) Shoshana Zuboff.

Sulla strada esco solo

Sulla strada esco solo.
Nella nebbia è chiaro il cammino sassoso.
Calma è la notte.
Il deserto volge l’orecchio a Dio
e le stelle parlano tra loro.
Meraviglioso e solenne è il cielo!
Dorme la terra in un azzurro nembo.

Cosa dunque mi turba e mi fa male?
Che cosa aspetto, che cosa rimpiango?
Nulla più aspetto dalla vita
e nulla rimpiango del passato,
cerco solo libertà e pace!
Vorrei abbandonarmi, addormentarmi!
Ma non nel freddo sonno della tomba.

Addormentarmi, con il cuore
placato e il respiro sollevato.
E poi notte e dì sentire
la dolce voce dell’amore
cantare carezzevole al mio orecchio
e sopra di me vedere sempre verde
una bruna quercia piegarsi e stormire.

Poesia di Michail Lermontov, recitata a memoria da Michail Gorbaciov in “Herzog incontra Gorbaciov”, di Werner Herzog e André Singer (2019)

 

 

Naso della collina fatata

Ardnastang_and_Strontian_from_Loch_Aline_road_-_geograph.org.uk_-_99364Nella terza edizione inglese del Traité di Lavoiser, il traduttore Kerr aggiunse la stronzianite (carbonato di stronzio) di recente scoperta, che aveva preso il nome dal villaggio di Strontian, nella parte occidentale del Lochaber, in Scozia, dove il minerale fu scoperto in una miniera di piombo. Pare che il nome gaelico della contea, Sròn an tSithein, significhi letteralmente “naso della collina fatata”, in riferimento a una collina prominente nella regione.

Peter Wothers, Antimony, Gold, and Jupiter’s Wolf – How the elements were named, Oxford University Press (2019), traduzione L.V. Nella foto (Wikipedia) il paesaggio vicino a Strontian.

Con uguale verità

Portrait_of_Antoine-Laurent_Lavoisier_and_his_wifeIl termine idrogeno è stato criticato molto severamente da alcuni, che pretendono che significhi “generato dall’acqua” e non “che genera acqua”. Gli esperimenti descritti in questo capitolo dimostrano che, quando l’acqua viene scomposta, viene prodotto idrogeno e che, quando l’idrogeno viene combinato con l’ossigeno, viene prodotta acqua: cosicché possiamo dire, con uguale verità, che l’acqua viene prodotta dall’idrogeno, o che l’idrogeno viene prodotto dall’acqua.

Antoine-Laurent de Lavoisier, citato da Peter Wothers in Antimony, Gold, and Jupiter’s Wolf – How the elements were named, Oxford University Press (2019), traduzione L.V. Nella foto (Wikipedia), Jacques Louis David, Ritratto di Antoine-Laurent de Lavoisier e di sua moglie (1788), Metropolitan Museum of Art, New York.

Perché l’acqua è tonica

Indian_TonicL’acqua è tonica perché contiene chinino, che è un antimalarico – un vero toccasana, se vi capita di invadere o infestare una terra straniera paludosa. Questo è il motivo per cui, ancora un secolo dopo l’invenzione della Schweppes, tracannare un gin tonic in una giornata estiva, nelle zone benestanti dell’Inghilterra, era un’attività tanto nostalgica quanto rinfrescante.

Anthony Lane, The intoxicating history of gin, The New Yorker (2/12/19), traduzione L.V. Nella foto (Wikimedia) una lattina di Indian tonic water.

Prendi una tonnellata di urina

Joseph_Wright_of_Derby_The_AlchemistQuesta ricetta, che Leibniz ha quasi certamente ricevuto direttamente dallo stesso Hennig Brand, inizia così: “Prendi all’incirca una tonnellata di urina che è rimasta lì per un po’…” A un certo punto Brand era stato arruolato da Leibniz e dai suoi finanziatori affinché producesse fosforo su larga scala usando urina umana proveniente da una guarnigione di soldati; si dice che siano state usate 100 tonnellate di urina, corrispondenti a 13.140 litri.

Peter Wothers, Antimony, Gold, and Jupiter’s Wolf – How the elements were named, Oxford University Press (2019), traduzione L.V. Nella foto (Wikipedia), Joseph Wright, The Alchymist, In Search of the Philosopher’s Stone, Discovers Phosphorus, Derby Museum and Art Gallery, Derby, U.K.