Ora sono i lavoratori ad aiutare i robot

2017_10_23Perfino il trapano era collegato a un braccio assistito da computer; il lavoratore doveva solo spostarlo nella posizione corretta e lasciare che la macchina facesse la sua magia. Una decina di anni fa i robot industriali assistevano i lavoratori nelle loro attività; ora sono i lavoratori – quelli che rimangono – ad aiutare i robot.

Sheelah Kolhatkar, Welcoming Our New Robot Overlords, The New Yorker (23/10/17), traduzione L.V.

 

Annunci

Lei perché non la capisce nessuno

596px-Albert_Einstein_and_Charlie_Chaplin_City_Lights_premiere_1931Prima del 1919 Einstein era sconosciuto al grande pubblico. La scoperta della deflessione della luce, riportata con grande clamore dai giornali di tutto il mondo, segnò l’inizio della sua fama planetaria. Rivoluzione nella scienza. Demolite le idee di Newton titolò il “Times” di Londra.
Portato in trionfo a New York. acclamato dalle folle a Vienna, Parigi, Tokyo, Buenos Aires, divenne in breve tempo l’icona vivente del genio scientifico. IL 30 gennaio 1933 Charlie Chaplin lo invitò alla prima di Luci della città. Entrando in teatro tra gli applausi, Chaplin gli disse: “Applaudono me perché tutti mi capiscono, lei perché non la capisce nessuno”.
Nel 1922 ricevette finalmente il premio Nobel per la spiegazione dell’effetto fotoelettrico, non per la relatività che gli Accademici di Svezia ancora non comprendevano.

L’infinita curiosità. Un viaggio nell’universo in compagnia di Tullio Regge, Accademia delle Scienze di Torino (settembre 2017 – marzo 2018). Mostra a cura di Vincenzo Barone e Piero Bianucci, coordinamento di Luigi Civalleri. Nella foto (Wikimedia) Albert Einstein e Charlie Chaplin.

Cavalcare sul cavallo della matematica

einstein levi civitaNell’estate del 1917, Einstein mandò a Levi-Civita un saluto dalla Svizzera: “Ammiro l’eleganza del Suo modo di fare i calcoli. Deve essere bello cavalcare attraverso questi campi sul cavallo della matematica vera e propria, mentre noi siamo costretti a farci strada a piedi”.

L’infinita curiosità. Un viaggio nell’universo in compagnia di Tullio Regge, Accademia delle Scienze di Torino (settembre 2017 – marzo 2018). Mostra a cura di Vincenzo Barone e Piero Bianucci, coordinamento di Luigi Civalleri. Nelle foto Albert Einstein e Tullio Levi-Civita.

Insaziabile

ReggeIl nome “buco nero” fece la sua prima apparizione pubblica in una conferenza di John Wheeler del dicembre 1967. Un articolo del 1971, Introducing the Black Hole, scritto da Wheeler insieme a Remo Ruffini, inaugurò ufficialmente la fisica dei buchi neri.
Regge aveva fatto notare a Wheeler che la parola tedesca nimmersatt (“insaziabile”) sarebbe stata più appropriata per indicare un sistema come il buco nero, che “quanto più è grande tanto più inghiotte, e quanto più inghiotte tanto più cresce”.

L’infinita curiosità. Un viaggio nell’universo in compagnia di Tullio Regge, Accademia delle Scienze di Torino (settembre 2017 – marzo 2018). Mostra a cura di Vincenzo Barone e Piero Bianucci, coordinamento di Luigi Civalleri. Nella foto Tullio Regge.