Orfana di un desiderio

miguel_salCara Chiara,
ti parlavo di Miguel Sal. Dal suo studio sono uscite le copertine dei miei libri.
Una cosa minuscola, naturalmente, rispetto alle cose grandiose e innumerevoli che ha fatto. Soprattutto per le case di tutti i libri, le librerie, dove io e te stiamo così bene.
È morto giovedì sera, a Buenos Aires, senza preavviso. Era felice, così mi han detto, nella sua Argentina che invertiva, col voto, la rotta.
Non l’ho conosciuto, purtroppo, ma so di dovergli molto: semplicissime, eleganti, le sue copertine hanno reso le Chiavi di lettura attraenti e riconoscibili.
Fantasticavo che tu, che dici di pensare al design, potessi andare a imparare da lui. Per il tuo apprendistato non ti preoccupare, troveremo bravi maestri.
Io però oggi tenevo a dirti che mi sento un po’ orfana di un desiderio, orfana di non averlo incontrato. Mi resta un’ombra, un’ombra vitale, pensante e allegra che continuerò ad ammirare nelle sue opere.
Qui puoi leggere con quale entusiasmo lo ricorda un ragazzo che, più o meno alla tua età, lo aveva ascoltato parlare a scuola, il liceo Romagnosi, di Parma, dove ha studiato anche tuo nonno.
E qui puoi leggere, in spagnolo, della sua esistenza fuori dal comune. Da Buenos Aires a Bologna, attraversando il mondo e facendolo più bello.
Scrivono che a Bologna «se enamoró de una emiliana bella y encantadora». Che a leggerla ad alta voce, questa frase, vengon fuori dei suoni così lievi che è lieve perfino un necrologio.
Ci pensi tu, adesso, a continuare a fare il mondo un po’ più bello? Sì, dai, tu puoi farlo.
Baci, mamma

Testo L.V. Foto tratta da Pablo Maurette, Miguel Sal, La Agenda Revista, Buenos Aires.

Quindi che cos’è una persona?

Swetlana_Alexijewitsch_2013_cropped«Perché, che cos’è una persona? […] Dipende dall’umore, da chi sono i suoi amici, da che libri ha letto, e anche se la vedi la mattina o la sera. Insomma, tutto ha un significato». Quindi che cos’è una persona? «Ovviamente non arrivi mai a guardare in faccia la realtà – è inconoscibile – ma puoi afferrare qualcosa di solido».

Svetlana Alecsievic, in The memory keeper di Masha Gessen, The New Yorker (26/10/15), traduzione L.V.

Lui è poeta e antropomorfo

IMG_0379Marina, lettrice di “Piccoli equivoci tra noi animali”, mi scrive:

Anni fa Barbara guardava a casa di mia madre “Spirit, cavallo selvaggio”, bellissimo. La nonna però era allibita a vedere il cavallo giocare con il ragazzo. «Barbara, non penserai mica di poter far così, vero?». I cavalli giocano (per così dire) ed è meraviglioso guardarli ma… a distanza! Chi però alleva, come la nonna, non può cedere all’antropomorfismo perché le regole da seguire, nell’interazione, sono quelle del punto di vista dell’animale e mai dell’uomo.
PS [Gatto] Ciccillo però sfugge a tutte le regole, lui è poeta e antropomorfo.

Nella foto, Barbara e Ciccillo.

L’ultima variazione sul tema

Durante la RepubStieler,_Joseph_Karl_-_Alexander_von_Humboldt_-_1843blica di Weimar, Humboldt fu celebrato come un pensatore progressista. Poi, nel Terzo Reich, divenne l’esploratore per cui si potevano avanzare pretese tedesche sull’America latina. Nella Germania Est fu il rivoluzionario che si era battuto per i minatori. Dopo la riunificazione è stato riposizionato come cittadino globale. L’ultima variazione sul tema è l’Humboldt verde.

Elizabeth Kolbert, Humboldt’s gifts, The New Yorker (26/10/15), traduzione L.V. Nella foto, Jospeh Stieler, Alexander von Humboldt (Wikepedia).