Nella ghiandola del veleno dell’ornitorinco

800px-Platypus_by_LewinCi sono 83 diversi geni per tossine espressi nella ghiandola del veleno dell’ornitorinco. Alcune somigliano alle proteine ​​di ragni, stelle marine, anemoni, serpenti, pesci e lucertole, come se qualcuno avesse ritagliato dei geni dall’intera varietà biologica velenosa e li avesse incollati nel genoma dell’ornitorinco. Sia esternamente che internamente l’ornitorinco è una testimonianza della potenza dell’evoluzione convergente, il fenomeno per cui pressioni selettive simili possono portare a risultati sorprendentemente simili in linee evolutive distanti. Ma gli ornitorinchi sono anche animali meravigliosamente unici, i soli che conosciamo che usano il veleno principalmente per combattere fra maschi anziché per catturare prede o difendersi.

Christie Wilcox, Venomous, Scientific American / Farrar Straus and Giroux (2017), traduzione L.V. Nell’immagine (Wikipedia), John Lewin, ornitorinco (1808).

 

Racconta il suo prestigio per assenza

pantone 1837Se nel XIX secolo la tinta è realizzata in modo artigianale dai tipografi che stampano per Mr. Tiffany, oggi il colore ha un suo codice di riferimento: il Pantone 1837, anno di fondazione dell’azienda. Eppure se la cerchiamo nella mazzetta, la tinta non compare da nessuna parte: quella che si avvicina di più è la 2226, ma non è davvero lei. La ragione di questa assenza è dovuta al fatto che in alcuni Stati il colore 1837 è un marchio registrato prodotto in esclusiva per la gioielleria. Una sofisticata idea di marketing: poiché tutti gli studi di design possiedono il campionario Pantone, quel tassello turchese racconta il suo prestigio per assenza.

Riccardo Falcinelli, Cromorama, Einaudi (2017). L’immagine viene da qui.

Una tossina

9780374537104Una dose sufficientemente grande può rendere tossica qualunque cosa, ma se per uccidere ce ne vuole tanta, allora una sostanza non è una tossina. Certo, uno può bere abbastanza lattine di Coca e morire, ma le bibite non sono considerate tossine perché la quantità necessaria a intossicare una persona è enorme (uno deve berne litri su litri). Viceversa, la sostanza liberata dal batterio dell’antrace è una tossina perché anche una minima dose può essere letale.

Christie Wilcox, Venomous, Scientific American / Farrar Straus and Giroux (2017), traduzione L.V.

Il colore delle uova

Turdus_migratorius_eggs_in_nest_IMG_2437Nel 1845 Charles Lewis Tiffany, il famoso gioielliere newyorkese, sceglie per la copertina del suo catalogo una varietà di turchese diventata da allora distintiva del brand. Si tratta del colore delle uova di Turdus migratorius, più noto come merlo americano, ma la ragione della scelta è da ricercarsi non tanto in questioni di ornitologia quanto nella moda, diffusa tra le spose vittoriane, di regalare ai collaboratori domestici una spilla con una pietra turchese.

Riccardo Falcinelli, Cromorama, Einaudi (2017). Nella foto (Wikipedia) uova di Turdus migratorius.

 

 

Può innescare sensazioni fantasma

imagesIl fenomeno dell’arto fantasma sembra essere almeno in parte dovuto alla riorganizzazione corticale che si verifica dopo un’amputazione. Nella corteccia somatosensoriale e motoria la rappresentazione neurale delle mani si trova immediatamente accanto a quella del viso; quindi, dopo l’amputazione di un braccio, l’area che rappresenta la faccia si espande e invade l’area vicina, deprivata. Di conseguenza il contatto con alcune parti del viso della persona che ha subito l’amputazione può innescare sensazioni fantasma, suggerendo che l’area deprivata conserva in qualche modo un ricordo della sua funzione precedente.

Moheb Costandi, Neuroplasticity, MIT Press (2016), traduzione L.V.