La vera essenza dei sogni

Joseph_Conrad_1916Mi sembra di sforzarmi a raccontarvi un sogno – vano tentativo, poiché non v’è descrizione di un sogno che possa comunicare la sensazione di sogno, quel misto di assurdità, di sorpresa e di stupore in un fremito di violenta rivolta, quella sensazione di essere preda dell’incredibile che costituisce la vera essenza dei sogni.

Joseph Conrad, Cuore di tenebre, traduzione di Ugo Mursia, in Tutti i Racconti e i Romanzi brevi, U. Mursia & C. (1967). Nella foto (Wikimedia) Joseph Conrad.

Per una resa dei conti musicale

b08164EMI ha continuato a migliorare e ha appreso come imitare Beethoven, Chopin, Rachmaninov e Stravinskij. Cope è riuscito a mettere EMI sotto contratto e il primo album del software – Classical Music Composed by Computer – a sorpresa ha riscosso un successo di vendite. La notorietà ha provocato una crescente ostilità da parte degli esperti di musica classica. Il professor Steve Larson dell’Università dell’Oregon ha invitato Cope a una sfida per una resa dei conti musicale. Alcuni pianisti professionisti avrebbero suonato tre pezzi uno dopo l’altro: uno di Bach, uno di EMI e uno di Larson stesso. Al pubblico sarebbe poi stato chiesto di indovinare l’autore di ogni pezzo. Larson era convinto che la gente avrebbe distinto con facilità le ispirate composizioni umane dal prodotto di una macchina priva d’anima. Cope accettò la sfida. Alla data prefissata centinaia di docenti, studenti e appassionati di musica si sono raccolti nella sala concerti dell’Università dell’Oregon. Alla fine della performance, sono stati assegnati i voti. Il risultato? Il pubblico ha scambiato il pezzo di EMI per un brano autentico di Bach, il pezzo di Bach per una composizione di Larson, e ha creduto che quello di Larson fosse stato scritto da un computer.

Yuval Noah Harari, Homo Deus, traduzione di Marco Piani, Giunti Bompiani (2017)

Nell’interesse della scienza

Joseph_Conrad_1916Il vecchio medico mi tastò il polso, evidentemente pensando ad altro nel frattempo. “Buono, buono per laggiù,” mormorò e quindi, con una certa vivacità mi chiese se gli permettevo di misurargli la testa. Dissi di sì, piuttosto sorpreso, ed egli tirò fuori qualcosa come un compasso e si diede a misurare davanti e dietro da ogni parte, prendendo accuratamente nota. Era un ometto dalla barba incolta e con una giacca lisa di stoffa tipo gabardine, in pantofole, ed io lo giudicai un pazzo innocuo. “Chiedo sempre, nell’interesse della scienza, il permesso di misurare il cranio di coloro che si recano laggiù,” disse. “Anche al ritorno?” gli domandai. “Oh, non li vedo mai,” mi rispose; “e del resto, i cambiamenti si verificano all’interno, sapete”.

Joseph Conrad, Cuore di tenebre, traduzione di Ugo Mursia, in Tutti i Racconti e i Romanzi brevi, U. Mursia & C. (1967). Nella foto (Wikimedia) Joseph Conrad.

Un milione di miliardi di connessioni

DataC7-e1307568684287-720x553Il cervello umano è un organo di complessità sbalorditiva. Contiene da 86 a 100 miliardi di neuroni, un numero ancora maggiore di cellule gliali e qualcosa nell’ordine di un milione di miliardi di connessioni sinaptiche straordinariamente precise. Il corretto funzionamento del sistema nervoso dipende dalla corretta formazione di tutte queste connessioni.

Moheb Costandi, Neuroplasticity, MIT Press (2016), traduzione L.V. Nell’immagine (Human Connectome Project, NIH) una ricostruzione al computer dell’architettura delle fibre nervose nella sostanza bianca del cervello effettuata con la tecnica DSI.

Due cani e uno psichiatra

e2cf043a7275fed9_largeQuesto viaggio in Russia, il primo nel suo genere mai tentato da un gruppo teatrale americano, sarebbe stato il culmine di una tournée mondiale di quattro anni per Porgy and Bess. […] Sebbene i russi non avessero ancora consegnato i visti, l’enorme troupe, composta da cinquantotto attori, sette unità di personale dietro le quinte, due direttori d’orchestra, mogli e impiegati vari, sei bambini e i loro insegnanti, tre giornalisti, due cani e uno psichiatra, era pronta a partire entro le successive quarantotto ore, viaggiando in treno da Berlino Est via Varsavia e Mosca fino a Leningrado, una distanza di circa 1.100 miglia, che avrebbe però richiesto, apparentemente, tre giorni e tre notti di viaggio.

Truman Capote, Portraits and Observations, The Modern Library (2008), traduzione L.V. Nella foto (Edward Clark, Life, via Google images) una foto del servizio “porgy and Bess in Leningrad” (1955).