Quando si cambia lingua

9788869441349_0_0_1475_75Forse, quando si cambia lingua, conviene cambiare non soltanto il tono ma anche, talvolta, la sostanza del discorso. Ecco, tra l’altro, ciò che rende tanto difficile, se non impossibile, l’arte della traduzione.

Iris Origo, prefazione a Leopardi, traduzione di Paola Ojetti, Castelvecchi (2015)

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Dall’odore delle chiappe di un bambino

cover.jpg.rendition.460.707Una femmina sente l’odore del suo neonato, il che significa che alcune molecole odorose che si sono liberate dal bebè si legano ai recettori nel suo naso. I recettori si attivano e (molti passaggi più tardi nell’ipotalamo) un fattore di trascrizione si attiva, stimolando la produzione di più ossitocina. Una volta secreta, l’ossitocina provoca la fuoriuscita del latte.
Dunque i geni non sono quel deterministico Sacro Graal se possono essere regolati dall’odore delle chiappe di un bambino. I geni sono regolati dall’ambiente in tutte le sue incarnazioni. O, in altre parole, i geni non hanno senso al di fuori del contesto dell’ambiente.

Robert M. Sapolsky, Behave, Bodley Head (2017), traduzione L.V.

Perché facesse quella pausa

9788869441349_0_0_1475_75Sapete come il Leopardi apprese il tedesco e l’inglese? Io era da lui una mattina nella sua biblioteca, quando scriveva i suoi Dialoghi… Ad ogni pagina, quando era piena, egli prendeva respiro e, deposta la penna, tendeva la mano ad una grammatica inglese che aveva alla sua destra, e ne leggeva e imparava un verbo. Qui io l’interrogai, perché facesse quella pausa. Ed egli: «Io non uso mai polverino, e nel tempo che lo scritto s’asciuga, imparo l’inglese; così ho fatto pure per il tedesco».

Francesco Puccinotti, citato in Iris Origo, Leopardi, traduzione di Paola Ojetti, Castelvecchi (2015)