Una pioggia di spilli si sparse intorno a lei

9788807901331_quartaLa contessa cominciò a svestirsi davanti allo specchio. Staccarono la cuffia, abbellita da delle rose; tolsero la parrucca incipriata dalla sua testa grigia, coi capelli tagliati corti. Una pioggia di spilli si sparse intorno a lei. L’abito giallo con ricami d’argento cadde ai suoi piedi gonfi. Germann fu il testimone dei disgustosi segreti della sua toilette; alla fine la contessa rimase con una camicia e una cuffia da notte: in questo abbigliamento, più adatto alla sua vecchiaia, sembrava meno orribile e brutta.

Aleksandr Puškin, La donna di picche, in Umili prose, traduzione di Paolo Nori, Feltrinelli (2014)

Un nome allegro: Puškin

800px-Portrait_of_Alexander_Pushkin_(Orest_Kiprensky,_1827)La nostra memoria serba sin dall’infanzia un nome allegro: Puškin. Questo nome, questo suono, riempie molti giorni della nostra vita. Accanto ai cupi nomi degli imperatori, dei condottieri, degli inventori di armi per uccidere, di torturatori e di martiri si affaccia un nome, Puškin.
Puškin seppe portare con allegria e gentilezza il suo fardello, sebbene il suo ruolo di poeta non fosse né facile né allegro, ma tragico.

Aleksandr Blok, citato da Jurij Lotman in Puškin, a cura di Francesca Fici Giusti, Ledizioni LediPublishing (2012). Orest Kiprenskij, Ritratto di Aleksandr Puškin (1827), Galleria Tret’jakov, Mosca (fonte: Wikipedia)

Una specie di garanzia immunitaria

Giuseppe_BertoPer stare alla bell’e meglio in piedi, il nostro Paese ebbe subito bisogno di appoggiarsi all’esteriorità, alle finzioni, alle commozioni, e questo s’ottenne usando soprattutto le iniziali maiuscole: Patria, Famiglia, Stato, Popolo, Nazione, Religione, Risorgimento, Fascismo, Resistenza, Scuola, Casa e via dicendo. Quando ci accorgiamo che qualcosa difetta di sostanza, noi la scriviamo con l’iniziale maiuscola, in questo modo conferendole una specie di garanzia immunitaria, che la mette al riparo dal buonsenso e dalla critica.

Giuseppe Berto, citato da Claudio Giunta in Giuseppe Berto a 40 anni dalla morte, Domenicale del Sole 24 ore (30/10/2018). Nella foto (Wikipedia) Giuseppe Berto.

Un intero esercito di delatori entusiasti

puskinLa vittoria di Nicola I e l’allontanamento dalla vita sociale della parte migliore dei giovani aristocratici ebbe come diretta conseguenza un abbassamento dell’etica sociale. D’un tratto venne fuori un intero esercito di delatori entusiasti, che assediò le autorità con denunce volontarie, tanto che persino la III Sezione ebbe a lamentarsi dell’eccessivo slancio dei suoi collaboratori. Si legge in un libro di memorie: «Mosca si era riempita di spie. Tutti i figli di mercanti che avevano sperperato le loro sostanze; tutti i vagabondi, incapaci di prestar servizio; tutta un’accozzaglia di gente si mosse per cercare il bene e il male, rastrellando soldi da due parti: dai gendarmi per le spiate, e dalla gente onesta, minacciando la delazione». Fare la spia diventò un affare lucroso e per nulla vergognoso.

Jurij Lotman, Puškin, a cura di Francesca Fici Giusti, Ledizioni LediPublishing (2012)