Un settimo di millimetro

Il gruppo di Pritchard ha riesaminato i dati GIANT e ha calcolato che ci sono probabilmente più di 100.000 varianti che influenzano la nostra altezza, e la maggior parte di esse sposta di appena un settimo di millimetro.

Ed Yong, What If (Almost) Every Gene Affects (Almost) Everything? The Atlantic (16/6/17), traduzione L.V. Nella foto (Wikipedia) Ed Yong.

 

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Il metro

US_National_Length_MeterPer sette anni Delambre e Méchain hanno viaggiato lungo un meridiano per estrarre un singolo numero dalla superficie curva del nostro pianeta. Hanno iniziato il loro viaggio in direzioni opposte, e poi, quando hanno raggiunto le estremità del loro arco, hanno misurato la via del ritorno l’uno verso l’altro attraverso un paese accelerato dalla Rivoluzione. La loro missione li ha portati in cima alle guglie traforate delle cattedrali, sui vertici delle cupole dei vulcani e quasi alla ghigliottina. Per quei tempi violenti fu un’operazione straordinariamente precisa e raffinata. A ogni passo hanno incontrato ostacoli e sospetti. Come si misura la Terra mentre il mondo si sta trasformando sotto i tuoi piedi? Come si fa a stabilire un nuovo ordine quando la campagna è nel caos? Come si fa a definire uno standard in un momento in cui tutto è in offerta al miglior offerente? O non c’è momento migliore per farlo?
[…]
I risultati del loro lavoro sono stati poi venerati come una reliquia, in una barra lunga un metro di puro platino. Fu un momento di trionfo: la prova che nel bel mezzo di sconvolgimenti sociali e politici, la scienza potesse produrre qualcosa di permanente. Accettando il frutto del loro lavoro, il nuovo capo supremo della Francia fece una profezia. “Le conquiste vanno e vengono,” aveva dichiarato Napoleone Bonaparte, “ma quest’opera resterà.”

Ken Alder, The Measure of All Things: The Seven-Year Odyssey and Hidden Error That Transformed the World, Free Press (2002), traduzione L.V. Grazie a Maria Popova, Brain Pickings (22/3/17). Nella foto (Wikipedia) un particolare del prototipo nazionale del metro, la barra metrica n. 27, realizzata nel 1889 da parte dell’Ufficio internazionale dei pesi e delle misure.

Irène

irene_and_marie_curie_1925Irène, da sola e senza assistenza, passava ai raggi X i feriti, quei giovani che in un momento diverso avrebbero potuto essere i suoi cavalieri a un ballo o i ragazzi che le avrebbero dato il suo primo bacio. Dopo avere eseguito la radiografia, con grazia e determinazione Irène faceva un calcolo geometrico che rivelava l’esatta ubicazione di proiettili e schegge. Poi indicava ai chirurghi dove esplorare precisamente. Il chirurgo responsabile dell’ospedale si aspettava che la sola radiografia avrebbe immediatamente rivelato la posizione, e il calcolo lo disturbava come lo disturbava la giovane donna che gli stava dicendo che cosa doveva fare. Esplorò le ferite a casaccio e senza pietà fino a quando, finalmente, seguì le indicazioni di Irene e l’operazione ebbe successo.

Barbara Goldsmith, Obsessive Genius: The Inner World of Marie Curie, W. W. Norton (2005), grazie a Maria Popova, Brain Pickings, traduzione L.V. Nella foto (Wikipedia) Irène e Marie Curie (1925).

Calde stelle rosse

downloadGrazie alla loro resistenza a temperature fino a 3000 °C, i pigmenti di cadmio possono essere utilizzati per verniciare tubi o vetri che si scaldano molto – per esempio quelli dei semafori rossi o delle stelle accese sul Cremlino di Mosca.

Nadezda V. Tarakina & Bart Verberck, A portrait of cadmium, Nature Chemistry (20/12/2016), traduzione L.V. Nella foto (old.moscow.ru) una luce rossa sul Cremlino.

Di che cosa stiamo parlando

ledouxCredo che i problemi clinici si incontrino dove è davvero importante capire di che cosa stiamo parlando. Quando parliamo di ricerca sulla paura nei topi e diciamo che essa servirà a curare le persone con il disordine da stress post-traumatico (PTSD), stiamo facendo un cattivo servizio a noi stessi e al campo clinico, perché quello che stiamo studiando è come il cervello di un animale rileva le minacce e vi risponde. Il che è simile a quello che fa il cervello umano, anche se non necessariamente per l’esperienza soggettiva della persona. Quando i farmaci sono studiati negli animali, sono sperimentati per verificare che gli animali si comportino o rispondano meno timidamente a una determinata situazione, e inoltre si presume che essi provino meno paura. Quando poi si danno gli stessi farmaci agli esseri umani, questi non provano necessariamente meno paura ma spesso sono meno timidi. La conseguenza è che i farmaci sono considerati un fallimento da parte delle aziende farmaceutiche, anche se in realtà fanno esattamente ciò che avrebbero dovuto fare, dato ciò che la ricerca ha dimostrato. Quindi da questo punto di vista sono un successo.

Joseph LeDoux, intervistato da Mirna Kvajo in  What We Talk About When We Talk About Emotions, Cell (29/11/2016), traduzione LV. Nella foto (CNS, NYU) Joseph LeDoux.

Violenza disumana

cover_161128-400A un certo punto uno scienziato del Los Alamos National Laboratory aveva costruito uno sgradevole robot simile a un millepiedi, progettato per sminare i campi strisciando in avanti finché tutte le gambe fossero state portate via dalle esplosioni. Durante un test di prova, in Arizona, un colonnello dell’esercito aveva dato l’ordine di interrompere l’esercitazione perché – riportava il Washington Post – aveva trovato la violenza inflitta al robot “disumana”.

Nathan Heller, Not our kind, The New Yorker (28/11/2016), traduzione L.V. Nella foto (CBC) HitchBOT in Canada.

Autostop

hitchbotL’estate scorsa alcuni scienziati canadesi che progettano robot hanno sguinzagliato per le strade degli Stati Uniti un marchingegno bizzarro. L’hanno chiamato hitchBOT […] perché è stato programmato per fare l’autostop [che in inglese si dice to hitchhike, n.d.t.]. Vestito con stivali da pioggia, un goffo sorriso pixellato sulla sua “faccia”-schermo, hitchBOT avrebbe dovuto viaggiare da Salem, nel Massachusetts, a San Francisco per mezzo di un pollice teso e di una personalità vocale presumibilmente accattivante. Viaggi precedenti, in Canada e in Europa, erano stati incoraggianti: il robot aveva sempre raggiunto la sua destinazione. Per due settimane hitchBOT ha vagato per il Nord-Est, dicendo cose invitanti come «Vorresti avere una conversazione? … Sono interessato alle materie umanistiche». Poi è sparito. Il 1 ° agosto è stato ritrovato accanto a un muro di mattoni a Philadelphia, picchiato e decapitato. Le sue braccia erano state strappate.
La reazione è stata rapida. «Inutile far finta di niente, sono ancora devastato dalla morte di hitchBOT» ha scritto un giornalista su Twitter. «La distruzione di hitchBOT ci ricorda una volta di più  che la nostra società ha ancora molta strada da percorrere», ha scritto un blogger.

Nathan Heller, Not our kind, The New Yorker (28/11/2016), traduzione L.V. Nella foto (CBC) HitchBOT in Canada.