Una traduzione che si è compiuta spontaneamente

60e2c126c77219f3122577a7a0943bbc_w240_h_mw_mh_cs_cx_cyTutti gli eventi di quei miei primi anni si svolsero dunque in spagnolo o in bulgaro. In seguito mi si sono in gran parte tradotti in tedesco. Solo eventi particolarmente drammatici, delitti e morti per intenderci, nonché i più grandi spaventi della mia infanzia, mi sono rimasti impressi nella loro fraseologia spagnola, ma in modo estremamente preciso e indistruttibile. Tutto il resto, vale a dire il più, e specialmente tutto ciò che era bulgaro, come appunto le favole, me le porto in testa in tedesco.
In che modo precisamente ciò sia avvenuto, non saprei dire. Non so a che punto e in quale occasione questo o quest’altro su sia automaticamente tradotto nella mia mente. Non ho mai indagato su questo, forse sono stato trattenuto dal timore che una ricerca metodica, condotta secondo principi severi, potesse distruggere quel che di più prezioso porto in me. C’è una cosa sola che posso affermare con sicurezza: gli avvenimenti di quegli anni mi sono ancora presenti nella memoria in tutta la loro forza e freschezza -, tuttavia in grandissima parte sono legati a vocaboli che io allora non conoscevo. Mi sembra naturalissimo metterli ora sulla carta, non ho affatto l’impressione di mutare o deformare alcunché. Non è come la traduzione letteraria di un libro da una lingua all’altra, è una traduzione che si è compiuta spontaneamente, nel mio inconscio, e poiché io evito come la peste questa parola che ha perduto ogni reale significato grazie all’uso smodato che se ne fa, mi si voglia perdonare se l’adopero in questo solo e unico caso.

Elias Canetti, La lingua salvata, traduzione di Amina Pandolfi e Renata Colorni, Adelphi (1980).

 

 

Immaginate il giorno

google_driverless_car_at_intersection-gkE abbiamo pensato alla sicurezza? Le auto di oggi possono essere forzate facilmente. Nuovi protocolli devono essere concordati, ma anche allora criminali e delinquenti impareranno ad avviare e fermare le auto a distanza, a governarle, a rubarle, a farle schiantare o anche a prenderle in ostaggio. Il senatore Edward J. Markey, democratico del Massachusetts, ha tentato di affrontare le questioni della sicurezza durante le audizioni della scorsa primavera – proponendo norme in materia di privacy dei consumatori e per le esigenze di anti-hacking – ma le aziende invitate hanno esitato di fronte alla prospettiva di una regolamentazione. Per coloro che tendono alla distopia, immaginate il giorno in cui un agente locale blocca le porte della vostra auto e la istruisce a guidare fino alla stazione di polizia perché là siate interrogato.

Jamie Lincoln Kitman, Google Wants Driverless Cars, but Do We? The New York Times (19/12/16), traduzione L.V. Nella foto (Wikipedia) una Google car senza guidatore.

La vastità

60e2c126c77219f3122577a7a0943bbc_w240_h_mw_mh_cs_cx_cyNon c’è da meravigliarsi che i momenti in cui l’amavo di più fossero quelli in cui, stando zitto, mi sentivo alla sua altezza. Lei era sicura di esser riuscita a non far trapelare davanti a me la sua diffidenza, e io percepivo l’una e l’altra cosa: la sua spietata lucidità e la sua magnanimità. Allora non sapevo ancora che cosa è la vastità, eppure lo intuivo: il poter contenere in sé moltissime cose, anche tra loro contraddittorie, sapere che tutto ciò che sembra inconciliabile sussiste tuttavia in un suo ambito, e questo sentirlo senza perdersi nella paura, e anzi sapendo che bisogna chiamarlo col suo nome e meditarci sopra: ecco la cosa che proprio da mia madre ho imparato, ed è la vera gloria della natura umana.

Elias Canetti, La lingua salvata, traduzione di Amina Pandolfi e Renata Colorni, Adelphi (1980).

La macchina che calcola l’etica

cover_161128-400Che cosa dovrebbe fare un veicolo a guida automatica se fosse obbligato scegliere tra sterzare, finendo contro un gruppo di dieci persone, o sbattere contro un muro, uccidendo il proprietario del veicolo? Il dilemma non è solo etico, ma commerciale (comprereste un’auto programmata per uccidervi in determinate circostanze?), e rispecchia le decisioni difficili che, come esseri umani, prendiamo chiudendo un’occhio. Il limite terrificante dell’intelligenza artificiale non è tanto un computer che viola le regole, come HAL 9000 che non voleva essere spento. È piuttosto la macchina che calcola l’etica: il drone militare o il robot che fa esattamente quello che vogliamo, meccanizzando il nostro comportamento morale.

Nathan Heller, Not our kind, The New Yorker (28/11/2016), traduzione L.V.

 

Perché non ne storpiava il nome

60e2c126c77219f3122577a7a0943bbc_w240_h_mw_mh_cs_cx_cyEra un uomo in perpetuo movimento, pur sembrando per il resto così orientale. Avevamo appena avuto notizia che era in Bulgaria, ed eccolo di nuovo in viaggio per Nürnberg, che lui chiamava «Nürimberg». Ma andava anche in molte altre città, che non ricordo più quali fossero, perché non ne storpiava il nome in modo altrettanto vistoso.

Elias Canetti, La lingua salvata, traduzione di Amina Pandolfi e Renata Colorni, Adelphi (1980).

 

Per risparmiargli il dolore

pleo-rb-autonomous-robot-life-form-3-largeIn un esperimento condotto da Kate Darling e colleghi, i partecipanti hanno ricevuto ciascuno un esemplare di Pleo – un robot dall’aspetto di un piccolo di camarasauro – insieme all’istruzione di interagirvi. Quindi è stato chiesto loro di legare Pleo e di picchiarlo a morte. Alcuni hanno rifiutato. Altri hanno protetto i Pleo dai colpi degli altri. Una donna ha rimosso la batteria del suo robot per «risparmiargli il dolore». Alla fine i partecipanti sono stati persuasi a “sacrificare” un Pleo piagnucoloso, risparmiando agli altri lo stesso destino.

Nathan Heller, Not our kind, The New Yorker (28/11/2016), traduzione L.V. Nella foto (CBC) HitchBOT in Canada. Nella foto (RobotShop), Pleo.