Misteriosi furgoni con la scritta “Pane”

storia-di-capodanno-d215Un anno difficile, il 1936. La matricola Dudincev sente intorno a sé un’atmosfera greve: cominciano gli arresti in massa, la città è percorsa da misteriosi furgoni con la scritta “Pane” o “Prodotti alimentari”, che, senza fermarsi da nessuna parte, si infilano tutti alla Lubjanka.

Fausto Malcovati, Il pane amaro di Dudincev, postfazione a Vladimir Dudincev, Storia di Capodanno, Nottetempo (2002)

Il professore

Ingrid-Bergman-and-Michael-Chekhov-in-Hitchcocks-SpellboundNel 1891 nasce Michail [Cechov, nipote di Anton]: rischia di morire durante il parto, ha il cordone ombelicale attorno al collo, invece sopravvive. Diventerà uno dei più grandi attori del Novecento russo, sarà un Amleto leggendario, un irresistibile Chestakov, emigrerà nel 1928 e vagherà per l’Europa e l’America in cerca di una nuova identità, una nuova possibilità di esprimersi. Resterà un emarginato, ovunque. Hollywood gli darà qualche piccola possibilità (il professore, con la Bergman, in Io ti salverò), morirà dimenticato a Beverly Hills.

Fausto Malcovati, Il medico, la moglie, l’amante, Marco y Marcos (2015), nella collana “Il mondo è pieno di gente strana” a cura di Paolo Nori. Foto: Classic Movie Hub Blog.

Per un giardino

Questo ci dice Čechov: in una società dove regna il prIMG_2507ofitto, non c’è salvezza per i giardini, perché chi ha i soldi per comprarli non ha la cultura per conservarli. La bellezza non rende, non dà dividendi.

Nella foto (l’avrò scattata io?) un bocciolo unico di bambina, con in mano i fiori unici di un giardino unico. Un giardino immaginato, seminato, coltivato, curato da Laura Isnenghi Ponti, nonna unica e giardiniera. Una nonna che manca tanto al suo giardino e a me. La citazione di Fausto Malcovati viene da Il medico, la moglie, l’amante, Marco y Marcos (2015), nella collana “Il mondo è pieno di gente strana” a cura di Paolo Nori. 

Altro che l’aristocratico idioma

Da ragazzino, Čechov vede il porto dalle finestre del primo piano, navi che battono bandiere di tutte le nazioni, turche, greche, spMalcovati-Il-medico-la-moglie-lamanteagnole, italiane […] gioca con gli scugnizzi locali che parlano le lingue più diverse: il suo russo è del tutto anomalo, uno strano miscuglio di dialetto ucraino, termini tatari. turchi greci. Altro che l’aristocratico idioma che si parla in casa dei conti Tolstoj, dei ricchi Turgenev, dei facoltosi Bunin.

Fausto Malcovati, Il medico, la moglie, l’amante, Marco y Marcos (2015), nella collana “Il mondo è pieno di gente strana” a cura di Paolo Nori.

Il medico, la moglie, l’amante

«Che guaio questo feuilleton! Fatico più a scriverlo cheMalcovati-Il-medico-la-moglie-lamante a introdurre un catetere in una stenosi uretrale o a sezionare gli organi sessuali di una pulce…».
[…]
Di Čechov medico in genere si parla poco. Quasi fra parentesi. E invece, fino agli ultimi giorni della sua vita, continua a esercitare la sua professione. Con una dedizione silenziosa, attenta, instancabile. Nulla dies sine medicina. Ho una moglie legittima, la medicina, ripete spesso, e un’amante, la letteratura: quando sono stanco della prima mi rifugio nella seconda, ma non ho nessuna intenzione di divorziare. Essere medico è soprattutto un servizio per il prossimo. Prima di cominciare una visita, dice, cerco di far sorridere il mio paziente: aiuto lui e me ad affrontare con serenità la malattia.

Fausto Malcovati, Il medico, la moglie, l’amante, Marco y Marcos (2015), nella collana “Il mondo è pieno di gente strana” a cura di Paolo Nori.

Povera gente

20150805_150958Gogol’ fa affondare i suoi impiegati in un universo inabitabile dove non c’è spazio per la pietà: Dostoevskij crede alla catena che lega gli uomini e li fa lottare l’uno accanto all’altro per la sopravvivenza.

Fausto Malcovati, Introduzione a Povera gente di Fëdor Dostoevskij (BUR 2004). Nella foto, il cappello di Dostoevskij, fotografato da L.V. nella casa-museo a Pietroburgo.