Sepolto sulla Piazza Rossa accanto al muro del Cremlino

DSCF5939Gli spettatori della tarda era sovietica si erano abituati a un pesante lessico di burocratese e propaganda al limite dell’assurdo. Nel suo libro sui paradossi dell’epoca, “Everything Was Forever, Until It Was No More”, Alexei Yurchak, un antropologo russo-americano, descrive come, per decenni, durante i funerali dei dignitari sovietici, trasmessi alla televisione, gli annunciatori dicevano che l’ufficiale era stato “sepolto sulla Piazza Rossa accanto al muro del Cremlino”. Alla fine lo spazio nella piazza divenne scarso e i funzionari di alto rango furono invece cremati e le loro ceneri collocate all’interno del muro stesso. Gli spettatori potevano vedere che l’azione visibile nella loro televisione non corrispondeva al commento e alcuni linguisti di Stato presentarono una petizione al Comitato centrale perché il testo fosse aggiornato. Incredibilmente l’appello fu respinto. “Dal momento che nulla della rappresentazione del mondo era verificabile come vero o falso, l’intera realtà era diventata priva di fondamento”, scrive Yurchak.

Joshua Yaffa, The Kremlin’s Creative Director, The New Yorker (9/12/19), traduzione L.V. Nella foto (L.V.) lapidi nel muro del Cremlino.

Il bambino

Moscow_StBasilCathedral_d18La fortificazione del Cremlino, per la quale sarebbe stato necessario abbattere la Mosquée (così Napoleone chiamava la chiesa di San Basilio), si dimostrò perfettamente inutile. La collocazione di mine sotto il Cremlino mirava unicamente ad esaudire il desiderio dell’imperatore che, nell’abbandonare Mosca, il Cremlino saltasse in aria: si voleva, cioè, punire una trave del pavimento su cui il bambino, cadendo, s’era fatto male.

Lev Nikolaevič Tolstoj, Guerra e pace, traduzione di Pietro Zvetermich, Garzanti (1994). Nella foto (Wikipedia) la cattedrale di San Basilio a Mosca.

Calde stelle rosse

downloadGrazie alla loro resistenza a temperature fino a 3000 °C, i pigmenti di cadmio possono essere utilizzati per verniciare tubi o vetri che si scaldano molto – per esempio quelli dei semafori rossi o delle stelle accese sul Cremlino di Mosca.

Nadezda V. Tarakina & Bart Verberck, A portrait of cadmium, Nature Chemistry (20/12/2016), traduzione L.V. Nella foto (old.moscow.ru) una luce rossa sul Cremlino.

Il cannone del Cremlino

mosca-e-i-moscovitiGli capitò una volta un fatto insolito: ricevette incarico dal comando di ritrovare nel giro di tre giorni un cannone bronzeo del Cremlino, del peso di dieci pud, che era stato sottratto in circostanze misteriose. Smolin mise tutti i ladri in riga ai suoi orini. «Domani devo avere il cannone! Lasciatelo nei pressi delle fosse di Antropov, fra l’erbaccia… Domani dovrà essere assolutamente dove dico».
Il giorno dopo in effetti il cannone si trovava nel luogo stabilito. Il comando lo trasportò al Cremlino e lo fece ricollocare al suo posto sul muro. Smolin ricevette un riconoscimento per questo.
Solo molti anni dopo venne fuori che il cannone consegnato a Smolin non era quello, bensì uno trafugato dai suoi fedeli malviventi dall’altro lato del muro del Cremlino e portato alle fosse di Antropov: il primo cannone dunque non fu mai ritrovato.

Vladimir Giljarovskij, Mosca e i moscoviti, traduzione di Caterina Garzonio, Felici Editore (2012)