La sopravvivenza del più debole

Anton_Chekhov_with_bow-tie_sepia_imageQuegli uomini potevano sognare; non potevano governare. Hanno distrutto le loro vite e le vite degli altri, erano sciocchi, deboli, futili, isterici; ma, Cechov suggerisce, benedetto è il Paese che può produrre quel particolare tipo di uomo. Hanno perso opportunità, hanno evitato l’azione, hanno passato notti insonni a progettare mondi che non potevano costruire; ma il semplice fatto che uomini simili, pieni di tale fervore, fuoco di abnegazione, purezza di spirito, elevazione morale, il semplice fatto che uomini così abbiano vissuto e probabilmente vivano ancora da qualche parte nella spietata e sordida Russia di oggi è una promessa di migliori cose a venire per il mondo – perché forse la più ammirevole fra le leggi di Natura è la sopravvivenza del più debole.

Vladimir Nabokov, Lectures on Russian Literature, Harcourt (1981), traduzione L.V. Nella foto, Anton Cechov.

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