Alternanza scuola lavoro

51c1dd1cover10889Nella mia sezione a insegnare la nuova materia Lavoro fu chiamato un falegname che aveva la bottega là vicino: dialetto napoletano a parte, una figura perfetta per impersonare Mastro Geppetto. In dialetto italianizzante, cercò di spiegarci quali erano gli strumenti del falegname e a che servivano. Non gli venne in mente, forse non glielo avrebbero permesso, di portarci nella sua bottega a farci vedere, toccare, esperire. Tutto era solo parola, cioè non nisi flatus voci o poco più. Nell’ultima lezione di cui potei fruire (posso datarla, e si vedrà perché, con precisione: 4 dicembre 1942) ci spiegò gli incastri: a mortasa, a coda di rondine, maschio e femmina. Arrivato a quest’ultimo, ci guardò con occhio bonario e salace a un tempo: «Voi capite pecchè’ o chiamammo accussì», e con l’indice mimava un pene che entra in una vagina e ridacchiava. Così la Carta della scuola ci offrì anche rudimenti di educazione sessuale.

Tullio De Mauro, Parole di giorni lontani, Il Mulino (2006)

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.