Perdere

coverstory-tomac-flameout-320x240-1486069268Il verbo “to lose” (perdere) ha la sua radice sprofondata nel dolore; è legato a “lorn” in forlorn (vano, disperato). Proviene da una parola dell’inglese antico che significava perire, che a sua volta derivava da una parola ancora più antica che voleva dire separare o tagliare a pezzi. Il senso moderno di perdere un oggetto è apparso più tardi, nel XIII secolo; un secolo dopo “perdere” ha acquisito il significato di non riuscire a vincere. Nel XVI secolo abbiamo iniziato a perdere la testa, nel XVII i nostri cuori. In altre parole, l’insieme di cose che possiamo perdere è iniziato con la nostra vita e quella degli altri, e da allora ha continuato a espandersi. La perdita è oggi una categoria strabordante e difficile da maneggiare: dai guanti ai risparmi di una vita ai propri cari, obbliga esperienze straordinariamente diverse a una relazione.

Kathryn Schulz, When things go missing, The New Yorker (13 & 20/2/2017), traduzione L.V.

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