È una specie di ossimoro

virgo2Pure casa mia, dove sto adesso, se potesse vederla, gli piacerebbe, perché è una specie di ossimoro; da una finestra tu sei in pieno Ottocento, con le vacche al pascolo libere, piuttosto romantiche; invece dall’altra parte vedi questa cosa ipermoderna, spaziale, che è l’interferometro, un enorme tubo blu a due bracci di tre chilometri per tre, che deve captare le onde gravitazionali. Da vedere può essere qualunque cosa e niente; è in realtà una lunghissima antenna orizzontale puntata al cielo, sull’ammasso della Vergine, mi hanno detto, per vedere l’esplosione della Supernova. Ma sembra anche la Centuria dell’uomo inesistente, è pieno qui attorno di uomini inesistenti, ci sono cento persone che ci lavorano dentro, però io non ho mai visto nessuno. L’unica cosa che vedo è la sicurezza che gira ogni venti minuti da un lato e dall’altro. Qui attorno credono tutti sia un acceleratore di particelle: non sarai mica matta andare ad abitare vicino a un acceleratore di particelle? La gente pensava fosse qualcosa di atomico, di pericoloso.  Mio padre mi avrebbe detto: vedi che comunque si fa, c’è sempre qualcuno scontento?

Album fotografico di Giorgio Manganelli, Racconto biografico di Lietta Manganelli, a cura di Ermanno Cavazzoni, Quodlibet (2010). Nella foto (viene da qui) una ripresa aerea dell’interferometro Virgo, vicino a Pisa.

 

 

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