Una futura classe responsabile

0005le10Lei ha vissuto il quartiere Stadera nel momento in cui l’immigrazione di massa dal Sud italiano lo ha reso «difficile» e da 26 anni è al San Carlo, nel centro di Milano, dove passa la futura classe dirigente. Come si parla, da educatore, a mondi così diversi?
«La devo subito correggere, altrimenti va a finire che non ci capiamo. Io non riconosco il concetto di classe dirigente. Io, quando mi rivolgo ai ragazzi, a tutti, penso a una futura classe responsabile, che è molto di più. Su questo dovrebbero concentrarsi gli orizzonti educativi dei prossimi trent’anni.
Dopodiché, le rispondo: nel mio caro Bronx della Chiesa Rossa o qui in corso Magenta, i ragazzi non sono poi diversi. L’importante è riuscire a rivolgersi a loro trovando le chiavi del cuore e stimolando la curiosità. L’importante è il prodotto finito, l’uomo o la donna responsabile. La scuola deve stabilire i suoi obiettivi: voglio che di qui a vent’anni i miei ragazzi sappiano questo e quest’altro e siano formati così e così. Tutti: fedayn e sancarlini».

Don Aldo Geranzani intervistato da Giampiero Rossi, Corriere della Sera (7/8/16). Nella foto (viene da qui) Don Aldo Geranzani.

 

 

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