Irène

irene_and_marie_curie_1925Irène, da sola e senza assistenza, passava ai raggi X i feriti, quei giovani che in un momento diverso avrebbero potuto essere i suoi cavalieri a un ballo o i ragazzi che le avrebbero dato il suo primo bacio. Dopo avere eseguito la radiografia, con grazia e determinazione Irène faceva un calcolo geometrico che rivelava l’esatta ubicazione di proiettili e schegge. Poi indicava ai chirurghi dove esplorare precisamente. Il chirurgo responsabile dell’ospedale si aspettava che la sola radiografia avrebbe immediatamente rivelato la posizione, e il calcolo lo disturbava come lo disturbava la giovane donna che gli stava dicendo che cosa doveva fare. Esplorò le ferite a casaccio e senza pietà fino a quando, finalmente, seguì le indicazioni di Irene e l’operazione ebbe successo.

Barbara Goldsmith, Obsessive Genius: The Inner World of Marie Curie, W. W. Norton (2005), grazie a Maria Popova, Brain Pickings, traduzione L.V. Nella foto (Wikipedia) Irène e Marie Curie (1925).

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