Di che cosa stiamo parlando

ledouxCredo che i problemi clinici si incontrino dove è davvero importante capire di che cosa stiamo parlando. Quando parliamo di ricerca sulla paura nei topi e diciamo che essa servirà a curare le persone con il disordine da stress post-traumatico (PTSD), stiamo facendo un cattivo servizio a noi stessi e al campo clinico, perché quello che stiamo studiando è come il cervello di un animale rileva le minacce e vi risponde. Il che è simile a quello che fa il cervello umano, anche se non necessariamente per l’esperienza soggettiva della persona. Quando i farmaci sono studiati negli animali, sono sperimentati per verificare che gli animali si comportino o rispondano meno timidamente a una determinata situazione, e inoltre si presume che essi provino meno paura. Quando poi si danno gli stessi farmaci agli esseri umani, questi non provano necessariamente meno paura ma spesso sono meno timidi. La conseguenza è che i farmaci sono considerati un fallimento da parte delle aziende farmaceutiche, anche se in realtà fanno esattamente ciò che avrebbero dovuto fare, dato ciò che la ricerca ha dimostrato. Quindi da questo punto di vista sono un successo.

Joseph LeDoux, intervistato da Mirna Kvajo in  What We Talk About When We Talk About Emotions, Cell (29/11/2016), traduzione LV. Nella foto (CNS, NYU) Joseph LeDoux.

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