La vastità

60e2c126c77219f3122577a7a0943bbc_w240_h_mw_mh_cs_cx_cyNon c’è da meravigliarsi che i momenti in cui l’amavo di più fossero quelli in cui, stando zitto, mi sentivo alla sua altezza. Lei era sicura di esser riuscita a non far trapelare davanti a me la sua diffidenza, e io percepivo l’una e l’altra cosa: la sua spietata lucidità e la sua magnanimità. Allora non sapevo ancora che cosa è la vastità, eppure lo intuivo: il poter contenere in sé moltissime cose, anche tra loro contraddittorie, sapere che tutto ciò che sembra inconciliabile sussiste tuttavia in un suo ambito, e questo sentirlo senza perdersi nella paura, e anzi sapendo che bisogna chiamarlo col suo nome e meditarci sopra: ecco la cosa che proprio da mia madre ho imparato, ed è la vera gloria della natura umana.

Elias Canetti, La lingua salvata, traduzione di Amina Pandolfi e Renata Colorni, Adelphi (1980).

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