Monaci di monasteri mai esistiti

mosca-e-i-moscovitiA casa Rumjancev, per esempio, c’era l’appartamento dei “pellegrini”: ragazzoni imponenti, gonfi d’alcol, con le barbe arruffate e lunghi capelli unti sciolti sulle spalle senza aver mai visto un pettine o una saponetta. Erano monaci di monasteri mai esistiti questi pellegrini, che per tutta la vita percorrevano la Chitrovka fino all’ingresso della chiesa o fino alle mercantesse dell’Oltremoscova e poi indietro.
Dopo una nottata di eccessi, uno di questi spaventosi signori sbucava da sotto un tavolaccio, chiedeva a credito al locatario un bicchiere di vodka grezza, si metteva un camice da pellegrino, uno zaino in spalla imbottito di stracci, in testa una calotta da prete ortodosso e scalzo, delle volte anche in pieno inverno con la neve, marciava in cerca d’elemosina per provare la propria santità.
E cosa non era in grado d’inventarsi questo “pellegrino” con quelle zotiche moglie di mercanti, cosa non era in grado di rifilare loro per la salvezza dell’anima! Ecco qui una piccola scheggia della bara di Cristo, un frammento della scala, apparsa in sogno all’avo Giacobbe, e una copiglia dal carro del poeta Elia, caduta dal cielo.

Vladimir Giljarovskij, Mosca e i moscoviti, traduzione di Caterina Garzonio, Felici Editore (2012)

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...