Nella fantasia di un neurologo

7544538_1959192La medicina, ha osservato con ironia il sociologo Everett Hughes, percepisce il mondo attraverso la «scrittura speculare». La malattia viene usata per definire la salute. L’anormalità segna i confini della normalità. La devianza delimita i confini della conformità. Questa scrittura speculare può dare luogo a una visione completamente sbagliata del corpo umano. In questa prospettiva, un ortopedico pensa le ossa come siti di fratture; un cervello, nella fantasia di un neurologo, è il luogo dove i ricordi si perdono. C’è un vecchio aneddoto, probabilmente apocrifo, su un chirurgo di Boston che aveva perso la memoria e riusciva a ricordare i suoi amici solo attraverso le varie operazioni che aveva eseguito su di loro.

Siddharta Mukherjee, Il gene, traduzione di Laura Serra e Roberto Serrai, Mondadori (2016).

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