Una parolina molto utile

7544538_1959192Né Bateson né Johannsen avevano la più pallida idea di che cosa fosse il «gene». Non sapevano che forma avesse, quale fosse la sua struttura fisica o chimica, dove fosse localizzato all’interno dell’organismo o delle cellule e nemmeno come funzionasse. Il termine era stato creato per designare una funzione ed era un’astrazione. Il gene era definito per ciò che faceva: era un vettore di informazioni ereditarie. «Il linguaggio non è solo il nostro servo, a volte è anche il nostro padrone» scrisse Johannsen. «È auspicabile creare una nuova terminologia in tutti quei casi in cui si mettono a punto o si definiscono nuovi concetti. Ho quindi proposto il termine “gene”. Il “gene” non è altro che una parolina molto utile. Può servire a designare i “fattori di unità”… illustrati dai moderni ricercatori mendeliani. … La parola “gene”» aggiunse «è del tutto indipendente da qualsiasi ipotesi. Esprime soltanto il fatto evidente che … molte caratteristiche dell’organismo sono specificate … in modi unici, distinti e quindi indipendenti».

Siddharta Mukherjee, Il gene, traduzione di Laura Serra e Roberto Serrai, Mondadori (2016).

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