La Grecia affogava nell’olio d’oliva

800px-olive_tree_karystos2Solone stabilì che l’olio d’oliva fosse l’unico prodotto agricolo esportabile. Di conseguenza si abbatterono le foreste costiere e si piantarono altri olivi. Là dove un tempo si coltivava il frumento, ora prosperavano gli oliveti. […]
Ma il metodo usato da Solone per sviluppare la produzione dell’olio d’oliva ebbe conseguenze ambientali che sono ancora evidenti nella Grecia attuale. Con i boschi abbattuti e i cereali non più coltivati si erano perduti i sistemi radicali fibrosi che avevano attratto l’acqua dalla subsuperficie ed erano serviti a mantenere compatta la terra circostante. La lunga radice dell’olivo attingeva acqua da strati profondi, sotto la superficie, e non aveva alcun effetto legante sul suolo superficiale. Gradualmente le sorgenti si inaridirono, il suolo fu dilavato e la terra erosa. I campi su cui un tempo si erano coltivati cereali e i pendii su cui erano cresciute le viti non erano più in grado di sostenere tali piante. Il bestiame divenne scarso. La Grecia affogava nell’olio d’oliva, ma un numero sempre maggiore di altre merci doveva essere importata.

Penny Le Couteur, Jay Burreson, I bottoni di Napoleone, traduzione di Libero Sosio, Longanesi (2006). Nella foto (Karystos, Wikipedia) un albero di olivo greco.

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