E servimmo solo espressi

etgar-keretLà un cameriere mi aveva detto che durante la guerra le persone che entravano nel locale facevano fatica a scegliere la parola giusta quando volevano ordinare un caffè. La parola “caffè”, mi aveva spiegato, è diversa in croato, bosniaco e serbo, e la scelta di una parola così innocente era gravida di minacciose connotazioni politiche. “Per non correre rischi,” aveva detto, “la gente cominciò a ordinare un espresso, che è una parola italiana neutrale, e dalla sera alla mattina noi qui cessammo di servire caffè e servimmo solo espressi”.

Etgar Keret, Sette anni di felicità, traduzione di Vincenzo Mantovani, Feltrinelli (2015)

 

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