Fatalismo gonfiato di parole

Bisogna infatti ricordare che prima di Pasteur più di nove operazioni su dieci, in media, terminavano con la bc3769d2030d3dd4f62c3ca4d3f95cd3_w240_h_mw_mh_cs_cx_cymorte o con l’infezione, che non era altro che una morte più lenta e ben più crudele.
È chiaro che avendo probabilità così minime di successo, si operava molto di rado. Un piccolo numero di chirurghi, quasi superflui del resto, si contendeva le tre o quattro posizioni ufficiali di Vienna.
È nella loro cerchia che Semmelweis provò il primo disgusto per quella sinfonia verbale con cui si circondava l’infezione e tutte le sue sfumature, che era quasi impossibile enumerare. Il talento aveva modo di rivelarsi spiegando la morte con il «pus ben legato», con il «pus di buona natura», con il «pus lodevole». Sul fondo: fatalismo gonfiato di parole, sonorità dell’impotenza.

Louis-Ferdinand Céline, Il dottor Semmelweis, Adelphi (2004)

 

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