Sinonimo d’infelicità

20150814_164844All’interno dei treni la caratteristica che più colpiva gli stranieri era il silenzio che regnava, rotto soltanto dallo sferragliamento delle ruote, dal violento sbattere delle porte, dagli annunci e dal ritornello che veniva riproposto dall’altoparlante a ogni fermata: Ostrožno! Dveri zakryvajustja. Sledujuščaja stancja…, «Attenzione! Le porte si chiudono. Prossima fermata…». L’impressione stereotipata era che i russi fossero tristissimi, soprattutto per chi arrivava da chiassose realtà mediterranee e trovava inconcepibile che nessuno parlasse durante il percorso. I passeggeri autoctoni stavano seduti in silenzio e, nella stragrande maggioranza, leggevano. Per molti di loro il percorso durava anche molto a lungo e l’occasione per sprofondarsi nella lettura non veniva sprecata, in un universo che lasciava pochi spazi da dedicare a sé. Per i turisti d’oltrefrontiera questo era sinonimo di infelicità, ma è noto che uno scontato luogo comune vince quasi sempre su un più approfondito sforzo indagatore.

Gian Piero Piretto, Metropolitana, in Indirizzo: Unione Sovietica – 25 luoghi di un altro mondo, Sironi (2015), foto LV.

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