Il respiro di Manzoni

800px-Umberto_Eco_04Nella traduzione lo stile non è tanto una questione di lessico, che può essere tradotto dal sito Web di Altavista, ma di ritmo. Alcuni ricercatori hanno eseguito un’analisi della frequenza delle parole di Manzoni nei “Promessi Sposi”, il capolavoro della letteratura italiana dell’Ottocento. Manzoni aveva un  vocabolario assolutamente povero, non ha inventato metafore innovative, e ha usato l’aggettivo “buono” una quantità spaventosa di volte. Ma il suo stile è eccezionale, puro e semplice. Per tradurlo, come in ogni grande traduzione, bisogna mettere in evidenza l’anima del suo mondo, il respiro, il suo ritmo preciso.

Umberto Eco, The Art of Fiction No. 197, intervistato da Lila Azam Zanganeh, The Paris Review  (estate 2008), traduzione L.V., foto Wikipedia.

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