Nel suo timido libretto

Ieri sera, in una Giovanna d’Arco memorabile, un Carlo re di Frgiovannaancia ricoperto d’oro che sembrava uscito da Star Trek, a un certo punto del primo atto ha cantato con voce dolce e possente:
«scendea dipinta vergine in mezzo alla foresta…».
E io lì per lì me la sono immaginata, questa Madonna che usciva dal dipinto e veniva giù fra le quercie, e devo dire che l’idea mi è piaciuta moltissimo. Mi è piaciuta molto di più di quello «splendea» a cui si era spinto il buon Temistocle Solera nel suo timido libretto.

Giuseppe Verdi, Giovanna d’Arco, Teatro alla Scala (15/12/15). Tanti applausi.

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