Una gran quantità di consigli dietetici

20150805_165956Le lettere non arrivavano a destinazione, e così ricorremmo al telefono. È evidentemente più facile controllare una telefonata che perlustrare e poi recapitare una lettera. Ah, quelle conversazioni settimanali con l’URSS! L’ITT non aveva mai fatto affari migliori.
Non si poteva dire molto, durante quei colloqui, bisognava per forza essere reticenti o allusivi ed eufemistici. Si parlava quasi soltanto del tempo o della salute, niente nomi, una gran quantità di consigli dietetici. L’importante era udire la voce dell’altro, assicurarsi in questo modo puramente animale della nostra rispettiva esistenza. Non c’era quasi niente di semantico, e non c’è da stupire se io non ricordo nessun particolare, tranne la risposta che ebbi da papà il terzo giorno della degenza di mia madre all’ospedale. «Come sta Masja?» domandai. «Be’, sai, Masja non è più». Quel «sai» era lì perché anche in quella circostanza papà cercava di essere eufemistico.

Da Iosif BrodskijFuga da Bisanzio, p. 236-7 (Adelphi 1987). Nella foto (L.V.) una tessera telefonica appartenuta a Brodskij. La tessera è appoggiata sulla sua scrivania, nella stanzetta che gli hanno dedicato, all’interno del Museo che ospita la casa di Anna Achmatova a Pietroburgo.

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