Il verbo amare

[…] abbiamo una regola molto semplice: il tema deve essere vero. Dobbiamo descrivere ciò che vediamo, ciò che sen41q60Ow19tL._SX322_BO1,204,203,200_tiamo,  ciò che facciamo.
[…]
Scriveremo: “Noi mangiamo molte noci”, e non: “amiamo le noci”, perché il verbo amare non è un verbo sicuro, manca di obiettività. “Amare le noci” e “amare nostra madre”, non può voler dire la stessa cosa. La prima formula designa un gusto gradevole in bocca, e la seconda un sentimento.
Le parole che definiscono i sentimenti sono molto vaghe; è meglio evitare il loro impiego e attenersi alla descrizione degli oggetti, degli esseri umani e di se stessi, vale a dire alla descrizione fedele dei fatti.

Agota Kristof, Trilogia della città di K., Il grande quaderno, p. 26-27 traduzione di Armando Marchi (Einaudi 1998)

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