Siero antivipera

Bisogna prenderle per la coda, all’improvviso […] Ho cominciato verso il 1960, per caso. Il dott. Fabbri di Domodossola, col quale andavo a pescare in Val Grande, copmi ha messo in contatto con il dott. Sella dell’Istituto sieroterapico di Milano che aveva bisogno di vipere vive […] Ogni stagione ne catturavo da 70 a 80 […] Le cacciavo con una certa riservatezza […] Anche mia moglie aveva fatto l’abitudine e non aveva paura […] Le tenevo in cantina poiché sotto i 16 gradi di temperatura perdono aggressività e non mangiano. Se avevano fame procuravo dei topi. […] Una volta alla settimana le spedivo a Milano, in cassette di legno con uno spioncino protetto da una reticella di acciaio inossidabile […] Il corriere Ruga le portava da Domo a Milano. Diceva: “Mi piace. Le tengo in cabina con me perché fischiano sempre e mi fanno compagnia”.

Carlo Giovanni Del Vescovo, Il viperaio della Valgrande, in Teresio Valsesia, Val Grande ultimo Paradiso, p. 125-26 (Alberti Libraio Editore Intra 1985).

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